RELAZIONE: QUALCOSA DA COSTRUIRE

“Gli uomini costruiscono troppi muri e mai abbastanza ponti.” - Isaac Newton Click To Tweet

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Molto spesso mi intrattengo con imprenditori a parlare dei massimi sistemi, dico, non di quelli dell’universo di cui immagino si discuta alla Nasa, ma di quelli più vicini a noi, radicati nella società, nell’azienda e nella famiglia, insomma qualcosa molto vicino alla nostra quotidianità.

Con stupore dopo un pò di tempo che si parla, se ne esce sempre qualcuno con qualche frase fuori luogo, con qualche argomento che crea un’anomalia, una di quelle frasi che sposta l’attenzione da un’altra parte.
Le reazioni sono quanto mai differenti: c’è chi si risente, chi cerca di riportare l’argomento al centro, chi accetta la sfida e risponde, chi invece glissa, evita, alza gli occhi o si inventa un imprevisto, ma tutti lo sappiamo, dopo quel momento la conversazione prende un taglio differente, cambia o peggio, finisce.
Tutto ciò mi porta a riflettere su quanto la comunicazione possa essere una questione delicata.

Se accettiamo il fatto che “è impossibile non comunicare” e che la mancanza di comunicazione ha  essa stessa un contenuto comunicativo se letto in un contesto pragmatico, ci rendiamo conto che molto spesso,  nonostante le migliori intenzioni, l’effetto finale dipende in larga parte non tanto dal contenuto del messaggio, ma dalla capacità comunicativa in senso più ampio e cioè dalla capacita di capire SE comunicare, COSA comunicare, QUANDO, DOVE e COME farlo. Un bel problema soprattutto per il fatto che a questo punto per quanto possa essere buffo, anche stare zitti e in silenzio comunica qualcosa lo stesso. :-)

FITNESS COMMUNICATION

All’interno di un centro fitness/wellness a seconda della mansione lavorativa, esistono attori differenti con cui relazionarsi, la cui comunicazione, per necessità di obiettivi, dovrà avere caratteristiche differenti:

  1. la comunicazione interna con colleghi allo stesso livello

  2. la comunicazione interna con colleghi di livello superiore e inferiore

  3. la comunicazione interna con i clienti

  4. la comunicazione esterna con i potenziali clienti

  5. la comunicazione esterna con tutti gli altri stakeholders

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Che tu sia un imprenditore, un responsabile o un istruttore, la sfida è gestire contemporaneamente una parte di questi veri e propri canali di informazione bidirezionale.
Se devi parlare con un amico o con una persona sconosciuta, è piuttosto naturale affrontare le due relazioni in maniera differente, come pure se ti relazioni con un collega di lavoro o con il direttore generale sai benissimo che dovrai scegliere un certo tipo di argomenti, il tono della voce sarà di un certo tipo, ti muoverai in un certo modo….
Esistono cioè una serie di parametri di comunicazione che differiscono a seconda della situazione, dell’interlocutore e dell’ambiente in cui ti trovi.
La comunicazione orizzontale, con un collega allo stesso livello è quella più facile, scopo e comportamento sono comparabili, è più difficile che si inneschino interferenze dovute al livello sociale, a meno di incompatibilità caratteriali, generalmente si generano dei fenomeni di aggregazione dovuti alla condivisione delle stesse problematiche di gestione, obiettivi e  comunicazione, anche se non mancano esempi contrari, innescati da incompatibilità caratteriali, obiettivi di carriera, ecc…

La comunicazione tra livelli differenti invece crea un dislivello verticale che introduce una variabile in più nella dinamica: i due attori si trovano su piani differenti, hanno obiettivi fondamentalmente differenti e se esiste un rapporto diretto di responsabilità tra le due persone, come ad esempio tra un responsabile e un suo diretto collaboratore, la situazione diventa più delicata.
Infine, la complessità aumenta in funzione del numero di relazioni a livello orizzontale e verticale da gestire contemporaneamente.
A seguito di numerosi studi americani effettuati dalla metà degli anni 50, è stato scoperto che in campo relazionale esistono differenti soluzioni per lo stesso problema, cioè in definitiva non esiste un solo modo per costruire una buona relazione.
Quel che però è importante capire, è che i modelli di comunicazione efficace, si configurano in base alle caratteristiche dei soggetti coinvolti, e cioè dalla compatibilità delle loro capacità di interazione, che dipende in larga parte da caratteristiche genetiche e dall’ esperienza comunicativa degli attori.
In definitiva, esistono delle compatibilità nel modo di comunicare tra le persone che ci fanno avvicinare l’un l’altro, che creano confidenza e fiducia, altre caratteristiche invece creano diffidenza e distacco.

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COMUNICARE NEI CONTESTI SPORTIVI, FACCIAMO SOLO DUE CHIACCHERE?
Nel mondo del fitness e wellness, nonostante il lavoro sia di natura prettamente relazionale, ancora troppo pochi imprenditori si curano di GESTIRE LA COMUNICAZIONE a tutti i livelli.
Cosa staranno mai raccontando i nostri collaboratori ai nostri soci in palestra? Ma soprattutto, come lo stanno facendo?
Contribuiscono a far crescere il brand e la retention del club?
Con il controllo sulla comunicazione non corriamo il rischio di perdere in naturalezza e spontaneità?
Esistono dei modelli di comunicazione efficace che possano migliorare le performance del club?
Come dovresti tu imprenditore, direttore, responsabile, gestire la tua comunicazione con i tuoi collaboratori, clienti, ecc… ?
Quanti clienti ti stai perdendo a causa della mancata gestione di questo aspetto?

L’obiezione più comune in termini di comunicazione,  è quella secondo la quale più ci sforziamo di scegliere, di modulare, di sviluppare, di apparire, meno riusciamo a essere efficaci, il nostro effetto comunicativo perde di naturalezza.
La chiave, lo avrai capito, NON è sforzarsi, ma costruire le relazioni imparando a comunicare  correttamente.
Ci vuole tempo e metodo, del resto comunicare è un arte, se esistono persone che dedicano l’intera esistenza professionale per diventare professionisti, un motivo ci deve pur essere…

Se l’aspetto tecnico è una componente essenziale del ruolo dei nostri collaboratori, la comunicazione e ormai diventata un aspetto che non può essere sottovalutato.
Come è deprecabile un collaboratore tecnicamente scadente, a mio parere, al giorno d’oggi, lo è ancor più un collaboratore con scarse capacità comunicative.