INNOVAZIONE: THINKING BEYOND

''Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.'' WINSTON CHURCHILL Click To Tweet

Innovare è un processo bellissimo e affascinante, tutto ciò che è nuovo ci incuriosisce, e ci attrae per natura.
Innovare in azienda vuol dire entrare nella sfera del cambiamento e ogni volta che decidiamo di cambiare dobbiamo entrare nell’ordine di idee che esiste un rischio.
Nel secolo scorso, la relativa giovinezza del sistema economico, la sua stabilità e la lentezza dei sistemi di comunicazione, determinava uno scenario in cui l’imprenditore che apriva un attività spesso aveva tutto il mercato per sè, senza o con pochi concorrenti per un lungo periodo.
Innovare a quei tempi non era una stretta necessità.
Oggi innovare in alcuni settori, è talmente importante, che è diventata una voce di bilancio.
Il sistema di mercato è talmente competitivo che l’innovazione è diventata l’arma strategica più potente per avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e il rischio connesso all’innovazione è il prezzo da pagare per sopravvivere.
Vi sono interi settori di mercato che vengono letteralmente inghiottiti dalle INNOVAZIONI DIROMPENTI: per fare un esempio nel settore consumer pensa alle macchine fotografiche digitali, nel giro di 5 anni hanno completamente sostituito la vecchia tecnologia a film sottile, creando uno sconvolgimento di settore superato solo dalla recente introduzione degli Smartphone di Apple.

“Se innovi rischi di sbagliare, se non lo fai rischi di restare indietro…a te la scelta”

Esistono vari livelli d’innovazione, ce ne sono alcuni più sicuri e affrontabili anche da persone non esperte nel settore, altri livelli invece sono ad alto rischio d’impresa e presuppongono la gestione e supervisione del processo da parte di personale specializzato per essere implementati.
Dal modificare una procedura, fino a lanciare un nuovo prodotto e una start-up, il rischio d’innovazione aumenta in funzione di:

  1. Capitali investiti
  2. Mercato/ Ambiente: quanto l’innovazione si basa su fattori di mercato che possono minare la stabilità o limitare il ciclo di vita. Ad esempio una start-up che si basa sulla comunicazione in internet ha una vita media ridotta a 600 giorni circa.
  3. Flessibilità: quanto l’azienda è in grado di adeguare la sua funzione, struttura e relazione al cambiamento introdotto.
  4. Sistemica: di quanto l’innovazione coinvolge la struttura aziendale e le sue relazioni interne/esterne con stakeholders, infrastrutture, risorse umane.
  5. Reversibilità: quanto l’innovazione può essere disinserita ripristinando la condizione precedente senza lasciare effetti negativi.
  6. Processabilità: quanto l’innovazione può essere implementata come processo controllabile rispetto alla dipendenza da fattori non controllabili.

Ovviamente il peso di questi fattori è differente a seconda del tipo di innovazione se siamo di fronte ad un innovazione di una struttura esistente o invece lanciamo una start-up o innoviamo semplicemente un processo.

Facciamo un esempio vicino al fitness:
Se decidi di cambiare completamente la politica commerciale dell’azienda (RISCHIO medio-alto) devi fare i conti con chi aveva fatto l’abbonamento con il vecchio sistema , devi valutare l’impatto che questa novità potrà avere con l’ambiente esterno: la concorrenza e i clienti nuovi e vecchi (soprattutto), come pure dovrai valutare l’impatto che avrà con la tua struttura commerciale e amministrativa (flessibilità), qualcuno potrebbe non adeguarsi o fare molta fatica a modificare il suo modello di lavoro, potresti perdere qualche commerciale che non crede in questo cambiamento così radicale e vede un rischio per il proprio stipendio, ecc…
Il tutto viene amplificato in base alla dimensione delle strutture in gioco: il club, numero clienti, risorse umane, ecc… e dalla difficoltà di tornare indietro (irreversibilità)
Nel momento in cui pubblichi l’offerta, per capire come il mercato risponde, dovrai fare almeno un certo numero di contratti, un numero statisticamente sufficiente.
Se fai il contratto a 200 persone DIVENTA DIFFICILE TORNARE INDIETRO O MODIFICARE IL SISTEMA SE TI ACCORGI CHE QUALCOSA NON STA FUNZIONANDO COME DOVREBBE, a meno che tu non decida di fronteggiare 200 persone armate di accetta ;-)
Tutto si può fare, per carità, ma questo è il concetto di reversibilità: il costo da pagare per tornare alla condizione di prima in termini non solo di soldi, ma di tempo, comunicazione, reputazione e stabilità.
Un cambiamento è tanto meno reversibile tanto più i suoi effetti coinvolgono l’ambiente esterno all’azienda : gli stakeholders i clienti, i fornitori e i distributori.
In un settore come il fitness & Wellness stiamo parlando di servizi la cui erogazione prevede la costante presenza del cliente in azienda e un forte orientamento alla relazione.
Data la rapidità della comunicazione ai giorni nostri, è necessario porre una particolare attenzione nell’innovazione dei servizi poiché  la velocità di relazione facilita la diffusione dei messaggi sia positivi che negativi.
E’ quindi necessario fare una previsione dei possibili scenari (nei casi più complessi con analisi SWOT, analisi del Rischio, analisi del campo di forze, Pareto , ecc…) che si possono presentare con l’introduzione dell’innovazione analizzando le criticità per minimizzare il rischio associato alla diffusione di informazioni negative, che se non correttamente gestite, possono minare molto velocemente il successo dell’iniziativa.

COME INNOVARE

Ci sono centinaia di libri  su questo argomento, quella che segue è solo un introduzione che ha lo scopo di darti un idea dell’argomento.

1. OTTIMIZZARE (rischio basso): fare una cosa che fai già in maniera diversa modificando parzialmente o completamente il processo migliorandolo.
Migliorare significa fare qualcosa in meno tempo o utilizzando meno risorse o avere un risultato quantificabilmente migliore in termini di qualità , stabilità, efficienza, ecc… o ottenere lo stesso risultato ma in modo differente e con caratteristiche che in qualche modo siano migliorative.
Esempi di questo tipo li troviamo nel cambio tra procedure amministrative informatizzate e su carta, piuttosto che nell’ introduzione dei sistemi automatizzati di copia fotostatica, ecc..
Fare qualcosa che conosci in un modo nuovo limita il rischio perché conosci l’obiettivo e come dovrebbe comportarsi l’innovazione nel tuo contesto lavorativo per essere buona, riesci a stimarla perché la conosci già.
Chi ha inventato e prodotto la fotocopiatrice ha “solo” creato un sistema automatizzato e molto più efficiente di quello manuale.

2. INVENTARE (rischio medio-alto): Fare una cosa completamente nuova ci espone ad una carenza di controllo, non sappiamo cosa può succedere come si possono comportare i mercati, gli esecutori, i clienti come reagiranno, ecc…
Esempi di questa categoria possono essere i social networks, le nuove tecnologie legate alle nanostrutture, gli smartphones…
Un esempio meno HItech  potrebbe essere l’introduzione di una promozione commerciale aggressiva.

Giusto per non essere frainteso, anche qui ci sono vari livelli di rischio e di margine di reversibilità: Se devi lanciare una Start-up di un prodotto innovativo, il rischio è altissimo, ma ad esempio se ti inventi una nuova attività di gruppo, la testi  per un certo periodo e la proponi al pubblico ma dopo 6 mesi ti accorgi che è un flop, lo scenario peggiore che ti può capitare è aver gettato tempo, energie e un certo quantitativo di reputazione e soldi dalla finestra, senza compromettere il futuro dell’azienda a meno di casi particolari.